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Dune Bianche: tra Basilicata e Umbria, una storia di vino, territorio e ostinazione


Recentemente il Corriere dell'Umbria ha dedicato un articolo al nostro progetto. Ne siamo grati e orgogliosi. Ho pensato però di raccontare direttamente qui la storia di Dune Bianche, perché dietro ogni bottiglia ci sono scelte, sacrifici e una visione che difficilmente possono essere racchiusi in poche righe.


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Dune Bianche nasce nel 2019 a Sant'Arcangelo, in Basilicata, nel cuore del Parco dei Calanchi. Un territorio difficile, spesso lontano dai riflettori del vino italiano, ma capace di regalare paesaggi e condizioni uniche. È proprio da quelle argille bianche che il progetto prende il nome.

Non provengo da una famiglia di grandi produttori e non ho ereditato una cantina avviata. Il percorso è stato costruito poco alla volta, attraverso collaborazioni con piccoli viticoltori locali e anni di esperienza maturati in diverse realtà del vino italiano. Fin dall'inizio l'obiettivo è stato semplice: produrre vini che raccontassero il luogo da cui nascono, senza rincorrere mode o scorciatoie.


Negli anni la mia vita mi ha portato anche in Umbria, dove oggi seguo vigneti tra Cannara, Bettona e Bevagna. Da qui è nata una seconda anima del progetto, che affianca quella lucana. Oggi Dune Bianche rappresenta la Basilicata, mentre Due Dune racconta l'Umbria. Due territori diversi, due identità distinte, accomunate però dalla stessa filosofia produttiva.

Il nostro approccio in vigna e in cantina è basato sul minimo intervento possibile. Lavoriamo esclusivamente con fermentazioni spontanee, senza lieviti selezionati. Evitiamo chiarifiche e filtrazioni quando non necessarie e utilizziamo quantità molto contenute di anidride solforosa. Tuttavia crediamo che il vino artigianale non debba essere una giustificazione per difetti o approssimazione. Negli ultimi anni abbiamo investito molto tempo nello studio delle fermentazioni, nella gestione degli affinamenti e nella stabilità dei vini, cercando un equilibrio tra autenticità e precisione.


Per noi un vino deve essere vivo, ma deve anche essere piacevole da bere. Deve raccontare il territorio senza diventare un esercizio ideologico.

La produzione rimane volutamente piccola. Ogni scelta viene seguita personalmente, dalla gestione dei vigneti fino all'imbottigliamento. Questo ci permette di mantenere un controllo diretto sulla qualità e di continuare a sperimentare senza dover sottostare alle logiche della produzione industriale.


torchio uva

Chi visita la cantina a Bevagna trova una realtà semplice e familiare. Le degustazioni sono occasioni per confrontarsi, raccontare il lavoro svolto durante l'anno e scoprire le differenze tra le colline umbre e i calanchi lucani. Per chi desidera fermarsi più a lungo, il B&B La Dolce Vista a Cannara permette di vivere il territorio con maggiore calma, tra vigneti, uliveti e piccoli borghi.

In un mondo del vino sempre più omologato, continuiamo a credere che l'identità di un territorio sia il valore più importante da preservare. È una strada più difficile, spesso più lenta e meno redditizia, ma è l'unica che sentiamo davvero nostra.

Ogni bottiglia che produciamo nasce da questa convinzione: lasciare che il territorio si esprima, intervenendo il meno possibile e ascoltando il più possibile.

 
 
 

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